Yves Kortum è un fotografo. Nato in Lussemburgo nel 1969, ha iniziato a fotografare nel 1987. La sua esperienza l'ha fatta sul campo: da giovane ha infatti lasciato, prima di diplomarsi, la scuola di fotografia dove studiava a Bruxelles. Poi, nel 1993 ha iniziato a lavorare come fotografo di moda freelance. Nel 2005 si trasferisce a Parigi dove si specializza in fotografia di acconciature e ora lavora per i grandi marchi del settore, tra cui L'Oréal Professional RTL, Schwarzkopf, Wella, Davines e Jitrois.

Che cosa ti ha spinto verso la fotografia?
Beh, se fossi stupido ti direi la verità e cioè che a 10 anni ho visto per caso il film 'Blow up' e la scena che mi ha catturato è stata quella col fotografo che scattava circondato da belle ragazze. Ma poiché non sono stupido ti dico che mio padre era un fotografo amatoriale e ogni tanto faceva fotografie alle modelle quindi l'ho sempre visto fare questo lavoro e mi sono interessato.
 
Yves, vorrei approfondire insieme a te il tema del futuro della fotografia. Tutto è nato dall'atavica esigenza umana di rappresentare sé stessa e il mondo circostante; dalla pittura rupestre ai ritratti, dall'analogico su pellicola, all'era digitale, quest'ultima in costante evoluzione. Oggi tutto è alla portata di tutti, le capacità tecniche non sono quasi più necessarie visto il livello raggiunto dalla tecnologia quindi tutti possono fare buone fotografie. Molti, per esempio, pubblicizzano brand usando un semplice smartphone e, grazie alle applicazioni, l'utilizzatore ottiene risultati sempre migliori. Come pensi quindi che si trasformerà la fotografia nei prossimi 5 anni?
La fotografia è cambiata molto da quando ho iniziato, ed è vero che molte persone fanno grandi cose con gli smartphone, ma credo che per fare una buona foto sia necessario prima comprendere la luce. Per me la luce e tutto ciò che ne deriva, come le ombre e i riflessi, sono le cose più importanti perché una foto sia bella. Penso che nella fotografia, senza queste competenze, non si possa fare ciò che è necessario per ottenere un buono scatto. Certo, ci sono un sacco di riviste che utilizzano foto di dilettanti e fotoamatori, ma in realtà altri magazine hanno ancora voglia di qualità nelle loro pagine. I foto-giornalisti sono quelli con i maggiori problemi visto che chiunque può fare le foto con il proprio smartphone. Molte riviste non vogliono pagare, basta mettere un avviso e la gente fa foto per loro gratis. Ma comunque penso che tra circa 5 anni le persone torneranno alle radici della fotografia, almeno quelli che vogliono dare al loro marchio l'immagine perfetta.
 
Cosa fai quando sei in cerca di nuove ispirazioni?
Le mie ispirazioni le traggo principalmente da teatro e cinema. Mi piace guardare i vecchi film degli anni '50, '60 e '70, e la maggior parte delle mie immagini hanno un tocco delle storie di quei periodi.
 
Parliamo di rappresentazione femminile, quale tipologia di modella ritieni ideale per uno scatto non commissionato?
Amo tutti i tipi di donna, ho un debole per le pelli scure. Le modelle devono capire ciò che il fotografo vuole, si devono completare l'un l'altro per fare un ottimo lavoro.
 
Che consiglio ti senti di dare a un appassionato di fotografia che decide di diventare professionista? E quali sono gli errori da non commettere mai per evitare di bruciare la propria reputazione in questo business?
Trovare il proprio stile, la propria fotografia. Va benissimo trarre ispirazione da altri fotografi ma mai copiarli, bisogna intraprendere un cammino il più personale e individuale possibile. Stare a contatto con persone creative e positive è fondamentale perché con una squadra forte la vostra fotografia sarà eccezionale.
 
Per un fotografo è più importante essere un bravo artista, un bravo venditore o un bravo P.R?
Tre in uno sarebbe perfetto, ma se sei bravo in tutti e tre non puoi essere grande in nessuno di essi. Se non si hanno le capacità artistiche si devono avere intorno artisti per trarre ispirazione. Se siete veri artisti, pagate un PR e un venditore!
 
La fotografia si divide in diverse micro e macro categorie, penso al fashion, al glamour, al ritratto e via dicendo. Quale ti appassiona maggiormente e perché?
Mi piace fare ritratti di persone. Cerco, con le mie immagini, di comunicare la loro interiorità e il loro percorso, vedo in ognuna delle loro rughe quello che hanno vissuto.
 
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